The Witcher 3 Remastered su Nintendo Switch 2 rappresenta un netto salto rispetto alla versione per la prima Switch. È il giudizio emerso dall’analisi tecnica di Digital Foundry, che evidenzia progressi nella grafica, nella pulizia dell’immagine e nei caricamenti. La scelta della modalità di gioco resta però importante: il profilo a 30 fps è quello consigliato, mentre l’obiettivo dei 40 fps si rivela meno convincente nelle zone più impegnative.
L’aggiornamento è gratuito per chi possiede la versione originale e porta le dimensioni del gioco da 39 a 55 GB. Lo spazio aggiuntivo accompagna l’introduzione di asset più dettagliati, texture ad alta risoluzione e filmati prerenderizzati con un bitrate superiore.
Grafica rinnovata, con qualche limite
Il miglioramento visivo interessa tanto l’abbigliamento di Geralt quanto le superfici e i materiali di Novigrad. Secondo l’analisi, Switch 2 impiega gli stessi asset delle versioni PS5 e Xbox, insieme a un filtraggio anisotropico più efficace. Aumenta anche il numero di personaggi non giocanti, mentre le animazioni in lontananza non subiscono più le riduzioni presenti sulla precedente console.
Un altro intervento rilevante riguarda il sistema di illuminazione. La remastered migliora lo shading di erba e vegetazione, adotta una global illumination semplificata e propone un’occlusione ambientale più naturale. Gli interni guadagnano luminosità e credibilità, mentre negli spazi aperti i rimbalzi della luce sulle superfici avvicinano la resa a quella delle console maggiori.
Per la risoluzione, The Witcher 3 Remastered utilizza valori dinamici differenti tra modalità TV e portatile. Digital Foundry rileva questi intervalli:
- Modalità docked: rendering interno tra 540p e 1080p, con ricostruzione dell’immagine fino al Full HD attraverso un upscaling che sembra basato su DLSS.
- Modalità portatile: rendering tra 360p e 720p, mantenendo gli stessi preset grafici della modalità docked.
Il risultato è un’immagine più nitida e meno soggetta ad artefatti, soprattutto nella vegetazione e nei dettagli degli scenari. Sulla prima Switch, il rendering arrivava invece a 720p in modalità TV e a 540p in portatile, con ulteriori riduzioni nelle situazioni più complesse.
Le due opzioni prestazionali puntano rispettivamente a 40 fps con output a 120 Hz e a 30 fps bloccati. Il primo profilo può mostrare un vantaggio notevole rispetto alla vecchia edizione, arrivando in alcuni frangenti persino a raddoppiarne il frame rate. A Novigrad e nelle aree più pesanti, però, le oscillazioni tra 30 e 40 fps producono un judder evidente.
Per questo Digital Foundry preferisce la modalità a 30 fps, giudicata impeccabile nella stabilità. È un progresso anche rispetto all’edizione Switch originale, che puntava allo stesso obiettivo senza riuscire a mantenerlo con costanza.
Il salto si avverte infine nei tempi di caricamento: aprire un salvataggio a Novigrad richiede circa 40 secondi su Switch 2 contro un minuto e 28 secondi sulla prima Switch. Anche i viaggi rapidi risultano sensibilmente più veloci. L’analisi completa è disponibile nel video di Digital Foundry.











