Dopo mesi di incertezze e ristrutturazioni interne, il CEO di Ubisoft, Yves Guillemot, ha delineato il futuro della compagnia in un’intervista esclusiva rilasciata a Variety. Nonostante la recente ondata di tagli e cancellazioni, il dirigente ha confermato che i pilastri dell’azienda rimangono solidi: sono attualmente in sviluppo “diversi” titoli di Assassin’s Creed e due nuovi progetti legati a Far Cry. Questi titoli, che spazieranno tra esperienze single-player e multiplayer, saranno gestiti dalla neonata Vantage Studios, una sussidiaria strategica supportata da un massiccio investimento di Tencent.
Sul fronte Far Cry, le indiscrezioni puntano verso il settimo capitolo principale, noto internamente come Project Blackbird, che dovrebbe introdurre una struttura narrativa non lineare basata su un limite di tempo reale per salvare la famiglia del protagonista. Il secondo progetto sarebbe invece Project Maverick, uno sparatutto extraction-style ambientato nelle terre selvagge dell’Alaska. Per quanto riguarda Assassin’s Creed, la pipeline include l’attesissimo remake di Black Flag (Project Obsidian), previsto per il 2026, e il più cupo Codename Hexe, programmato per il 2027.
La risposta ai dipendenti in sciopero
L’annuncio dei nuovi giochi arriva in un momento di estrema tensione per Ubisoft. La compagnia sta attuando un piano di riduzione dei costi da 200 milioni di euro, che ha già portato alla chiusura di studi a Stoccolma e Halifax e alla cancellazione di sei titoli, tra cui il tormentato remake di Prince of Persia: Le Sabbie del Tempo. A Parigi, la proposta di eliminare circa 200 posti di lavoro (il 18% del personale della sede centrale) ha scatenato ondate di scioperi internazionali, con oltre 1.200 dipendenti che hanno incrociato le braccia per protestare anche contro l’obbligo di rientro in ufficio per cinque giorni a settimana.
Yves Guillemot ha dichiarato di comprendere le “legittime preoccupazioni” dei team, ammettendo che la fase di trasformazione sta influenzando profondamente la cultura aziendale. Tuttavia, il CEO ha ribadito la necessità di queste scelte per garantire la sostenibilità finanziaria a lungo termine in un mercato sempre più competitivo. La nuova organizzazione in cinque “Creative Houses” indipendenti mira proprio a restituire agilità produttiva, garantendo standard qualitativi più elevati per i franchise di punta come Rainbow Six, Far Cry e Assassin’s Creed, considerati ormai i motori trainanti della rinascita di Ubisoft nel 2026.






