Uncharted: Raccolta L’eredità dei ladri – Recensione

PS5
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Dopo una lunga attesa, Naughty Dog torna alla carica portando sulle nostre Playstation 5 (o almeno per quei pochi fortunati che sono riusciti a trovarla) la collection che comprende i suoi due ultimi titoli più famosi della saga di Uncharted, vale a dire Uncharted 4: Fine di un Ladro, e l’espansione standalone Uncharted: L’Eredità Perduta.

Due titoli che non hanno sicuramente bisogno di presentazioni, e che hanno rappresentato le vette più alte mai toccate sulla ormai storica PlayStation 4, e ora sono pronti ad emozionare su PS5 e (prossimamente) su PC.

Entrambi i capitoli, infatti, sono stati rimasterizzati magistralmente con grafica e framerate migliorati. Sarà valsa la pena attendere per questo aggiornamento? Ora che abbiamo potuto giocare ai due capitoli grazie ad un codice review fornito da Sony su PS5, siamo pronti a raccontarvi le nostre impressioni.

Nathan Drake torna su PlayStation 5

Uncharted 4 è l’avventura conclusiva delle gesta di Nathan Drake e di tutti i personaggi della saga che negli anni hanno accompagnato milioni di giocatori. Gli sviluppatori hanno dato fondo a tutta la loro sapienza e a tutta la loro passione regalandoci un’avventura che riempie gli occhi e il cuore, quasi costringendoci a non lasciare mai il pad per tutte le ore (circa 15) necessarie a terminare lo story mode principale.

Drake è cambiato, ha optato per una vita più tranquilla anche se nel profondo del sue cuore le braci del desiderio di avventura sono ancora calde. Sarà il ritorno inaspettato del fratello Sam, creduto morto e invece tenuto prigioniero per 15 anni, che riattizzerà la fiamma e lo farà ripartire all’inseguimento del tesoro del pirata Avery e di Libertalia, la città senza padroni. Come nei più classici film di avventura in stile Indiana Jones il canovaccio di base è semplice, forse scontato, ma dalle dita dei ragazzi della Naughty è venuta fuori fuori quasi una magia.

A tutto questo si aggiunge poi l’espansione Uncharted: L’Eredità Perdutache nonostante non emozioni forse a livello di storia (come era lecito aspettarsi) come il Uncharted 4, rimane comunque un titolo di livello altissimo, che completa e arricchisce la storia principale, svelandone interessanti retroscena nascosti, e nuovamente riesce a stupire per un comparto tecnico strabiliante.




Scenografia e sceneggiatura: due parole, un gioco

Il cuore di Uncharted, grazie alla raccolta di questi due capitoli, non ha mai battuto così forte. Il dettaglio grafico delle ambientazioni e i poligoni che danno vita ai personaggi sono da rimanere a bocca aperta. Davanti ai nostri occhi abbiamo un mondo reale, vivo, dettagliatissimo e curato in ogni più piccolo aspetto. Come tutte le avventure in terza persona i passaggi sono abbastanza lineari, ma Nathan avrà a disposizione delle mappe enormi e piene di “scorci” interessanti, dove è possibile trovare oggetti, scoprire i pezzi mancanti che servono a dare spessore a tutti gli elementi di un’avventura totale.

L’incredibile regia adottata dagli autori ci permette di vivere le parti di pura azione e le parti narrative con lo stesso trasporto: sparatorie, combattimenti (Nathan ha anche imparato a fare a pugni!), misteri e dialoghi mai banali costituiscono la spina dorsale di un prodotto che rappresenta la pietra di paragone per tutte le avventure create nel mondo videoludico.




Ultima abilità, ma non per importanza, è la modalità stealth. Drake ha imparato a fare le cose in silenzio e a rendersi invisibile grazie agli elementi dell’ambiente circostante. Senza far volare neanche una pallottola possiamo portare a termine quasi tutte le azioni necessarie a proseguire nel cammino, fino alla vittoria finale: così Neil Druckmann e i suoi ragazzi sono riusciti ad regalarci un gameplay entusiasmante.

La colonna sonora poi è eccezionale e i dialoghi, che non solo raccontano elementi della storia ma completano la connotazione di ogni singolo personaggio, sono degni di un film come solo Spielberg negli anni ottanta/novanta è stato in grado di realizzare.

Un vestito tutto nuovo

Uncharted: Raccolta L’eredità dei ladri è l’aggiornamento che tutti i fan aspettavano. Inutile girarci tanto intorno: giocare alla celebre avventura firmata Naughty Dog non è mai stato così bello, grazie alla grafica che può arrivare fino a 4K e ai (possibili) 120fps.

Non entrambi però, si badi bene: è infatti necessario scegliere fra tre modalità grafiche su PS5:

  • Modalità Fedeltà: risoluzione 4K nativa con un framerate a 30fps.
  • Modalità Prestazioni: risoluzione 4K con upscale da una risoluzione base di 1440p e framerate a 60fps.
  • Modalità Prestazioni+: risoluzione a 1080p e framerate a 120fps.

Noi abbiamo optato per la modalità Prestazioni, e possiamo garantirvi che su una TV 4K il risultato è splendido. Abbiamo provato anche la modalità Prestazioni+, visto che era possibile sulla nostra TV, e nonostante i 120fps fossero impressionanti, la risoluzione più bassa iniziava a notarsi e abbiamo quindi optato per una felice via di mezzo (del resto 60fps sono più che sufficienti).

Non esiste alcun dubbio che Uncharted: Raccolta L’eredità dei ladri rappresenti il modo migliore per giocare (o rigiocare) oggi ad Uncharted 4: Fine di un Ladro e Uncharted: L’Eredità Perduta, oltre al fatto di essere due titoli assolutamente imperdibili per chiunque non li abbia mai giocati.

L’unica pecca di questa collection (che, lo ricordiamo, costa 10 euro per chi possiede già i due giochi originali su PS4) è quella di essere di fatto un semplice aggiornamento dei due capitoli firmati Naughty Dog, e oltre al puro e semplice “ammodernamento” non introduce assolutamente nessuna novità a livello di contenuti e gameplay.

Un’esperienza imperdibile

Uncharted: Raccolta L’eredità dei ladri è un acquisto praticamente obbligato per tutti quelli che si sono fatti sfuggire gli ultimi due capitoli della celebre saga firmata Naughty Dog, e per tutti gli altri un’ottima occasione per giocarli nuovamente su PS5. Avventura, azione, storia si mescolano all’interno di un mondo che riesce a stupire ancora una volta, e non risente minimamente del peso degli anni. Peccato per la totale mancanza di qualsiasi novità a livello di contenuti o di gameplay, che rappresentano forse una piccola occasione persa, ma rimane il fatto godersi Uncharted 4: Fine di un Ladro e Uncharted: L’Eredità Perduta a questi livelli rimane un’esperienza imperdibile.

PRO

  • I capitoli sono invecchiati benissimo
  • Sceneggiatura e regia da oscar
  • Gameplay sempre avvincente
  • Uno spettacolo visivo incredibile

Contro

  • Nessuna novità di contenuti o gameplay
9

Imperdibile

Giornalista iscritto all'albo, svezzato a NES, cresciuto a PlayStation e Xbox e sfamato a PC gaming. Ha accolto con entusiasmo il progetto videogiocare.it. Purtroppo spesso non è d’accordo con il pensiero generale riguardo i giochi, ma qualcuno deve pur cantare fuori dal coro. Il suo motto è: “Bisogna prestare poca fede a quelli che parlano molto”. Oh, non lo ha detto lui, ma Catone.

1 Commento

  1. Recensione come sempre impeccabile… messo in lista su PS5 (anche se sono tentato dalla versione PC, avendo una RTX 3060 TI… ) 😀

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