Unravel – Recensione

PC PS4 XBOX ONE

RICORDI DOLCI E AMARI

Dopo filmati in anteprima e tante coloratissime e curiose immagini del gioco, che sicuramente hanno stimolato l’interesse di addetti ai lavori e pubblico, esce Unravel, un platform inconsueto dove il “filo” conduttore che lega il personaggio alla trama sono i ricordi di un’anziana signora svedese. Il protagonista è Yarni, una buffissima creatura fatta di lana, che comincia la sua avventura all’interno della casa della suddetta signora nella quale troviamo un album di fotografie che diventa il portale d’accesso ai livelli del gioco. La trama è dunque collegata a fotoricordi: il viaggio videoludico si affianca al viaggio della vita, colori soffusi o sfocati simulano memorie e ricordi e Yarni deve arrivare alla fine collezionando oggetti come fossero istantanee di una vita, cercando di non spezzare questo filo, mezzo e fine del gioco stesso.

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Yarni… non perdere il filo

La Coldwood Interactive, software house svedese non molto conosciuta, creando Unravel, si è sicuramente ispirata al famoso Limbo, abbandonandone fortunatamente le atmosfere funeree e proponendo un’ ambientazione fatta di disegni e colori accattivanti e originali. La realizzazione grafica è di grandissimo impatto, le scene, i toni e le sfumature richiamano romanticamente le emozioni collegate ai ricordi. Gli sviluppatori hanno giocato molto bene sull’emotività; infatti pur facendo vivere i ricordi di una terza persona, hanno creato situazioni tali da poter essere collegate ai ricordi di chiunque: un abbandono, un distacco, un avvenimento che ci ha sconcertato o impaurito.

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Accanto alle emozioni troviamo anche le azioni; Yarni piccola creatura collocata in un ambiente in scala, deve affrontare il mondo degli esseri umani fatto di oggetti piccoli per noi ma enormi per lui (uno stecchino diventa una zattera, un frutto diventa un ponte) e grazie al filo di lana che lo compone può compiere diverse azioni e combinazioni – agganciarsi, dondolarsi e saltare, fare nodi e creare ponti o piattaforme elastiche per spostare gli oggetti – che lo mettono in grado di arrivare alla fine del livello. Ma la coperta è un pò corta, infatti più si allunga il filo più diminuisce l’autonomia del piccolo protagonista. Dobbiamo escogitare nuovi passaggi, fare economia o procurarci altro filo, tutti elementi che danno mordente a questo platform nord europeo. Se entrare nel modo di pensare di Yarni è piuttosto facile, molte delle sue piccole imprese non lo sono altrettanto. Alcuni livelli sono abbastanza “lineari”, in altri non si capisce come siamo arrivati alla fine, altri ancora sono un po’ frustranti; insomma tutti gli ingredienti di questo genere sono stati cuciti insieme in maniera classica. Difetti particolari non ci sono, anche perchè gli sviluppatori svedesi hanno messo a fuoco l’emotività dell’esperienza ludica senza avventurarsi in complicate fisiche di gioco. Il comparto audio usa musica e sottofondi sonori per accrescere ancor di più la sensazione onirica che viviamo quando ci lasciamo trasportare da un ricordo a occhi aperti. Unravel è un buonissimo prodotto che facendo finta di essere un classico platform ci porta a vivere un esperienza di gioco con uno spirito molto diverso. Un gameplay di facile apprendimento, una grafica accattivante e un level design discreto fanno di Unravel un gioco da avere, anche se dobbiamo sempre aver presente che si tratta “solo” di un platform.

Pro

  • Disegni e colori incantevoli
  • Gioco emotivamente coinvolgente

Contro

  • Forse è un po facile e corto
8.2

Bello

Svezzato a NES, cresciuto a PlayStation e Xbox e sfamato a PC gaming. Ha accolto con entusiasmo il progetto videogiocare.it. Purtroppo spesso non è d’accordo con il pensiero generale riguardo i giochi, ma qualcuno deve pur cantare fuori dal coro. Il suo motto è: “Bisogna prestare poca fede a quelli che parlano molto”. Oh, non lo ha detto lui, ma Catone.

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