Wolfenstein Youngblood, la recensione: buon sangue non mente

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Dopo gli ottimi Wolfenstein: The New Order e Wolfenstein II: The New Colossus, Machine Games ci riprova con un interessante spin-off. Wolfenstein: Youngblood propone infatti un capitolo completamente indipendente (o quasi) rispetto ai titoli storici della saga con protagonista l’ammazza nazisti per eccellenza William Blazkowicz, inserendo due protagoniste completamente nuove: Jessie e Zofia Blazkowicz.

Si tratta delle figlie del buon William, che partiranno alla ricerca del loro padre, scomparso misteriosamente senza lasciare inizialmente nessuna traccia di se.

Riusciranno le due giovani gemelle a non far rimpiangere un protagonista storico e carismatico come il loro padre?

Chi trova un amico, trova un tesoro

Per realizzare questo nuovo Wolfenstein: Youngblood, i ragazzi di Machine Games hanno scelto di avvalersi della collaborazione di Arkane Studios, team di programmatori dal talento indiscusso nel level design, e che in passato si è distinto per titoli del calibro di Dishonored e Prey.

E il risultato di questa scelta è evidente fin dai primi livelli di gioco: Youngblood, infatti, pur proponendo come sempre un sistema di combattimento frenetico ed adrenalinico, permette saltuariamente anche un approccio stealth, e soprattutto riesce a sorprendere con un level design che, per la prima volta, regala al giocatore scorciatoie, zone nascoste e terrazzi su cui arrampicarsi per attaccare dall’alto.

Tutto questo si traduce in un sistema di gioco che, senza snaturare i tratti distintivi della serie che l’hanno resa famosa, riesce comunque a portare anche una ventata di aria fresca e di novità nella saga di Wolfenstein.

Buon sangue non mente

Un’altra novità sostanziale di Wolfenstein: Youngblood rispetto ai precedenti capitoli della serie è l’introduzione dell’elemento cooperativo. All’inizio dell’avventura infatti, come sempre ricca di scene di intermezzo molto ben recitate, vi verrà chiesto quale delle due figlie vorrete controllare: Jessie e Zofia.

Indipendentemente dalla vostra scelta però, l’altra giovane Blazkowicz sarà comunque sempre presente all’interno del gioco come vostra compagna d’avventura, e potrà essere controllata dall’IA, da un vostro amico online, oppure ospitando un giocatore sconosciuto impegnato ad affrontare il vostro stesso livello.

A tal proposito, merita sicuramente una menzione particolare il Buddy Pass, presente esclusivamente nella versione Deluxe di Wolfenstein Youngblood, disponibile su tutte le piattaforme al prezzo di 39.99€ (rispetto alla versione base che costa 29.99€). Il Buddy Pass vi darà  la possibilità di invitare un amico che non possiede il videogame, e che potrà scaricarlo gratuitamente per poter poi giocare con voi.

Si tratta quindi, di fatto, della possibilità di comprare in coppia il gioco, risparmiando ben 20 euro.

In ogni caso il titolo risulta perfettamente godibile anche in solitaria, specie considerando l’ottima intelligenza artificiale che controllerà Jessie o Zofia come vostra partner di gioco. Anzi, il nostro consiglio è proprio quello di affrontare il titolo in single player, e poi aumentare la longevità utilizzando il multiplayer specie nelle missioni secondarie, ricche di un backtracking piuttosto ripetitivo e noioso, e che quindi diventerà molto più leggero da sopportare ospitando giocatori esterni.

Anche perché bisogna segnalare che spesso raccogliere monete sarà indispensabile per poter aumentare il vostro armamento e le vostre capacità di combattimento per affrontare alcune missioni finali davvero ostiche, e  che quindi non sarà possibile evitare completamente la necessità di tornare in zone già visitate precedentemente.

Al termine delle 10 ore che sono state necessarie per terminare la storia principale, e dopo qualche missione extra giocata in multiplayer con alcuni giocatori esterni, possiamo dire che Wolfenstein: Youngblood si è rivelato un titolo riuscito, che farà la felicità sia di chi ha amato i precedenti capitoli della serie, sia di chi cerca un titolo che porti una ventata di aria fresca nella serie.

Un gioco non perfetto, specie a causa di una ripetitività eccessiva e di un backtracking decisamente noioso nelle missioni secondarie, ma che sicuramente vale il prezzo ridotto a cui viene venduto (di listino il gioco singolo costa 29,99 euro) e che regalerà ai fan della serie un buon numero di ore di puro divertimento.

Le gemelle Blazkowicz fanno di nuovo centro

Wolfenstein: Youngblood si è rivelato un titolo decisamente riuscito, che sicuramente divertirà chi ha amato i precedenti capitoli della serie, ma anche chi si aspettava un gioco che portasse una discreta dose di novità nella serie Wolfenstein. Un gioco forse non perfetto, specie a causa di alcune missioni secondarie ripetitive e caratterizzate da un backtracking noioso, ma in grado di divertire ed intrattenere chi è alla ricerca di un fps adrenalinico, spettacolare, con un buon comparto narrativo e con un gameplay cooperativo davvero riuscito.

Pro

  • Tecnicamente riuscito, anche su PC di fascia media
  • Divertente come sempre
  • Arkane Studios ha introdotto un level design più vario
  • Ottimo doppiaggio italiano
  • Perfettamente godibile in single player

Contro

  • Mostra il meglio di se in cooperativa
  • Missioni secondarie ripetitive
  • Backtracking eccessivo
  • Caratterizzazione anni 80 quasi assente
8.2

Molto buono

Gli spetta per acclamazione (si fa per dire...) l'ingrato compito di dirigere Videogiocare.it. Cresciuto a pane e Commodore 64, riscopre la passione per i videogames proprio quando pensava fosse finito il tempo di giocare. Il suo motto preferito è: "Non prendere la vita troppo sul serio, tanto non ne uscirai vivo!"

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