Yakuza 7 rompe col passato, sarà un RPG con combattimenti a turni: ecco video e dettagli

Una decisione drastica ma coraggiosa

Yakuza 7 rompe col passato, sarà un RPG con combattimenti a turni: ecco video e dettagli

Colpo di scena per la serie Yakuza: dopo l’ottimo Yakuza 6, il prossimo capitolo Yakuza 7, non molto lontano ormai visto che arriverà già all’inizio del prossimo anno nella terra del Sol Levante, non sarà più un picchiaduro, ma addirittura un RPG con combattimenti a turni.

Masayoshi Yokoyama, il principale produttore di Yakuza 7, in una serie di tweet multipli ha cercato di spiegare il sistema di battaglia di Yakuza 7, che non mancherà di far discutere i tanti fan della serie firmata Ryu Ga Gotoku Studio.

Yokoyama ha spiegato come Yakuza 7 sia diverso dalla maggior parte dei JRPG tradizionali a turni nel modo in cui i personaggi si muovono costantemente e fanno qualcosa. Il concetto centrale è “mostrare combattimenti mentre la città continua a vivere“.

Quando inizia una battaglia, gli NPC che non partecipano alla battaglia saranno ancora lì, proprio come accade nei precedenti giochi Yakuza , e potremo comunque utilizzare l’ambiente, i cartelli, le biciclette, ecc.

È stato inoltre confermato che Yakuza 7 utilizzerà il Dragon Engine, e tutto è controllato e reso in tempo reale dal motore, proprio come nei precedenti capitoli della serie Yakuza .

Le battaglie si svolgono nello stesso ambiente dell’esplorazione, e quindi la situazione iniziale della battaglia dipende sempre da come avremo innescato lo scontro con i nemici. È anche possibile essere improvvisamente attaccati da nemici che si nascondevano, oppure circondare in anticipo un gruppo di nemici e scatenare la battaglia in quel modo.

Inoltre, se proveremo ad attaccare nemici molto distanti dal nostro personaggio, c’è un’alta probabilità che verremo intercettati da un altro nemico. Tutti, insomma, si muovono sempre, e come nei giochi precedenti, alcune tecniche colpiscono anche più nemici contemporaneamente.

Yokoyama ha anche spiegato che gli attacchi di ogni personaggio sono determinati dalla distanza dal nemico che stanno prendendo di mira e dal loro ambiente circostante. Le statistiche e la Classe di ogni personaggio decidono anche quale azione possono fare.

Fondamentalmente, non tutti i membri del gruppo possono sollevare una bicicletta vicina e lanciarla in faccia ad un tizio. È anche possibile spingere i nemici sulla strada e farli colpire da un’auto che passa, proprio come nei giochi precedenti.

Yokoyama ha anche confermato la classica presenza dei Quick Time Events, ossia la necessità di premere consecutivamente i pulsanti giusti o al momento giusto per eseguire determinate tecniche. C’è anche una modalità di battaglia automatica per coloro che vogliono che le battaglie siano ancora più fluide, e che farà agire i personaggi a seconda delle loro statistiche e della loro Classe.

I nemici diventano anche più intelligenti man mano che i loro livelli aumentano e sarà necessario trovare diverse strategie per sconfiggerli.

Infine Yokoyama si è rivolto ai fan con queste parole: “Ci rendiamo conto che per molti fan, Yakuza = “Kiryu + Fighting + Action gameplay”. Tuttavia, tutto il team di sviluppo e tutti i soggetti coinvolti nel progetto, incluso il team di marketing, amano Yakuza molto più di quanto possiate immaginare. Quindi, non importa quanto alla gente non piaccia, continueremo a creare il gioco che vogliamo con Yakuza 7. E se non funziona, beh, questa è la vita.”

Vi ricordiamo che Yakuza 7 verrà lanciato su PS4 il 16 gennaio 2002 in Giappone, ed è previsto in occidente sempre per il 2020, nonostante non sia ancora stata annunciata una data di uscita precisa.

Di seguito potete vedere uno dei tanti tweet che mostrano il nuovo gameplay di Yakuza 7.

(Fonte: Dualshockers)

Webmaster secoli fa di AniGames.it e PlayNow.it, ora fondatore di Videogiocare.it. Appassionato di tecnologia in generale e videogiochi in particolare, inizia il cammino di gamer con una introvabile Irradio TVG 888, per poi innamorarsi completamente del Commodore 64. Il resto è storia. Il suo motto è: "Questo è un problema per il Fabio del futuro".

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