In un mercato dominato da sequel, reboot e produzioni fotocopia, Clair Obscur: Expedition 33 rappresenta una ventata d’aria fresca. Il JRPG francese sviluppato dal talentuoso team di Sandfall Interactive non solo si distingue per una direzione artistica fuori dal comune, ma riesce anche a raccontare una storia intensa, adulta e profondamente coinvolgente, capace di tenere incollati allo schermo dall’inizio alla fine.
Un’opera prima di uno studio indipendente che non ha paura di osare, e che, con coraggio, si ritaglia il proprio spazio tra i grandi del genere, pur con qualche inevitabile limite.
Una storia che emoziona
La trama è senza dubbio uno degli elementi più forti di Clair Obscur: Expedition 33. Si tratta di una storia coinvolgente, ricca di colpi di scena e con un ritmo narrativo che spinge a voler sapere cosa succederà dopo. Non è solo il mistero alla base dell’universo del gioco a tenerci incollati, ma anche il modo in cui vengono affrontati temi maturi e argomenti adulti e complessi, spesso assenti nei titoli più mainstream.
Il tutto è supportato da una recitazione di altissimo livello, che dona profondità ai personaggi, e da un’ambientazione poetica, visivamente suggestiva e in grado di restare impressa anche dopo aver posato il pad.
Combattimento sorprendente
Se la narrativa conquista, il combat system lascia letteralmente a bocca aperta. Siamo di fronte a uno dei sistemi di combattimento più originali degli ultimi tempi: pur essendo a turni, ogni scontro richiede parate a tempo (parry) e schivate precise per sopravvivere. Il rischio di morire è sempre dietro l’angolo, e il giocatore è chiamato a un livello di attenzione raro per il genere.
Il risultato è un ibrido tra JRPG e action, che sa essere dinamico, impegnativo e incredibilmente appagante, soprattutto quando si impara a padroneggiare i movimenti e a rispondere per tempo agli attacchi nemici.
Esplorando, ma con moderazione
L’esplorazione del mondo di gioco è ovviamente presente, e anzi diventa più articolata nella fase finale, quando la varietà delle aree si apre con maggiore decisione (tenete presente che noi abbiamo impiegato circa 35 ore per arrivare ai titoli di coda). Tuttavia, nel complesso, Clair Obscur: Expedition 33 resta un titolo abbastanza lineare per arrivare al finale. Le aree visitabili offrono grande libertà, ma si ha quasi sempre l’impressione che l’esplorazione sia un elemento secondario, più che una parte integrante del gameplay, dove alla fine è sempre la bravura nel combattimento a fare la differenza.
Capita anche di perdersi tra una battaglia e l’altra, dimenticando per quale direzione si stava andando, complici ambientazioni a volte un po’ ripetitive.
Arte e tecnica, tra alti e bassi
Tecnicamente, Clair Obscur: Expedition 33 è una via di mezzo: non è una produzione di altissimo profilo (del resto è una produzione AA e non AAA), e questo si nota, alemon su PS5, dove abbiamo potuto recensire in anteprima al titolo. Giocando in modalità prestazioni per mantenere i 60 fps, la risoluzione cala sensibilmente, risultando in certi momenti un po’ sgranata. Niente di drammatico, ma è impossibile non notarlo, specie per i videogiocatori più esperti ed esigenti.
D’altro canto, però, la direzione artistica compensa ampiamente i limiti tecnici: ogni scenario trasuda ispirazione, con un gusto visivo che ricorda più un quadro in movimento che un videogioco tradizionale. Alcuni ambienti si ripetono, è vero, ma quando funziona, Clair Obscur riesce a lasciare il segno.
A impreziosire ulteriormente l’esperienza è la colonna sonora, semplicemente splendida. Le musiche accompagnano perfettamente ogni momento del gioco, amplificando l’emozione durante le fasi narrative e donando tensione nei combattimenti più intensi e commoventi. Un lavoro davvero notevole, e difficile da dimenticare.
The Review
Imperdibile, nonostante i limiti
Profondo, drammatico, adulto, commovente: Clair Obscur Expedition 33 è una splendida sorpresa. Un gioco con un’anima forte, capace di raccontare una storia potente e di coinvolgere il giocatore con meccaniche originali e momenti intensi. Non è perfetto: l’esplorazione è un po’ limitata, il comparto tecnico ha i suoi difetti, e alcune ambientazioni peccano di varietà. Ma se amate i titoli con trame appassionanti come non se ne vedevano da tempo, combattimenti a turni e un mondo di gioco poetico e profondo, allora non perdetevelo: ne vale davvero la pena.
PRO
- Trama bellissima, matura e ricca di colpi di scena
- Combat system originale, profondo e tecnico
- Colonna sonora splendida
- Direzione artistica ispirata
CONTRO
- Esplorazione secondaria e un po’ lineare
- Alcune ambientazioni ripetitive e con difficoltà di orientamento
- Qualche errore ortografico nella traduzione italiana







