Quando Nioh debuttò nel 2017 dimostrò che il genere soulslike non era territorio esclusivo di FromSoftware. Il suo seguito affinò la formula senza rivoluzioni, ma con Nioh 3 Team Ninja cambia completamente approccio: mappe più aperte, nuove dinamiche di combattimento e una struttura che osa guardare oltre la missione a compartimenti stagni. Il risultato è un capitolo ambizioso, imperfetto, ma capace di imporsi ancora una volta come uno dei punti di riferimento per chi ama soffrire — e godersela — pad alla mano.
Tra storia, yokai e combattimenti appaganti
La narrativa non è mai stata il cuore della serie e Nioh 3 non fa molto per cambiare le cose. Nei panni di Takechiyo, erede dello shogunato Tokugawa, si attraversano epoche della storia giapponese per fermare un male antico, tra guerre, spiriti guardiani e demoni yokai. L’idea funziona come pretesto per il viaggio, ma raramente emoziona: dialoghi asciutti e personaggi poco incisivi rendono la trama più un collante che una motivazione.
Fortunatamente le cutscene sono rapide e ben coreografate, e soprattutto non intralciano mai il vero protagonista dell’esperienza: il gameplay.
Se c’è un ambito in cui Nioh 3 eccelle senza compromessi è il combat system. Parliamo di un livello di profondità e precisione che rasenta l’eccellenza assoluta nel genere. Armi diverse (anzi, come sempre direi troppe…), build stratificate, intelligenza artificiale aggressiva e una gestione tecnica che premia riflessi e pianificazione rendono ogni scontro una danza letale.
La vera novità è la coesistenza di due stili distinti:
- Samurai Mode — il sistema classico, basato su gestione del Ki, cambi di postura e disciplina difensiva.
- Ninja Mode — più rapido e offensivo, sacrifica parte della strategia tradizionale per velocità, ninjutsu e pressione continua sul nemico.
Passare da uno all’altro al volo cambia radicalmente l’approccio tattico e apre possibilità enormi, senza mai obbligare il giocatore a scegliere una sola via. È una libertà creativa che pochi concorrenti riescono a offrire, e che qui raggiunge livelli di raffinatezza davvero impressionanti.
Un mondo più grande e più difficile
La struttura abbandona le missioni lineari per una serie di open map ambientate in epoche diverse. L’esplorazione è incentivata da ricompense concrete: potenziamenti, abilità, boss opzionali e progressi tangibili nel personaggio. È un’evoluzione significativa per la serie, che dona respiro e senso di scoperta.
Tuttavia, non tutto è perfetto: la varietà dei nemici tra le zone resta limitata e, nonostante scenari suggestivi, le mappe tendono a perdere identità col passare delle ore. Non si tratta di un fallimento, ma di un passo avanti che mostra ancora margini di crescita.
La difficoltà resta elevata — anche per gli standard soulslike — ma ben bilanciata grazie a checkpoint intelligenti e caricamenti rapidi. Morire spesso fa parte del viaggio, ma raramente genera frustrazione.
Più discutibile è il sistema di loot: profondissimo e gratificante nel lungo periodo, ma eccessivamente macchinoso, specie per chi non è avvezzo alla serie. Migliaia di equipaggiamenti e statistiche possono travolgere i neofiti, anche se l’introduzione dell’auto-equipaggiamento alleggerisce la gestione dei menu.
Nioh 3 è la dimostrazione di come evolvere senza tradire la propria identità. Il combattimento resta tra i migliori mai visti nel genere, mentre l’apertura delle mappe dona nuova linfa alla progressione. Non tutte le novità centrano il bersaglio — narrativa e varietà restano punti deboli — ma l’insieme è solido, profondo e tremendamente coinvolgente. Non sarà perfetto, ma è uno di quei titoli che ricordano perché il genere continua a farci tornare per l’ennesimo “solo un tentativo ancora”.
The Review
Il miglior Nioh, ma non senza graffi
Con un sistema di combattimento che rasenta l’eccellenza e una struttura più ambiziosa, Nioh 3 si conferma come uno dei vertici moderni del genere. Non tutto è stato affinato alla perfezione, ma quando katana e riflessi entrano in sintonia, pochi giochi riescono a offrire una soddisfazione simile.
PRO
- Combat system tra i migliori del genere
- Doppio stile Samurai/Ninja brillante e flessibile
- Esplorazione più ampia e gratificante
- Profondità enorme per build e progressione
CONTRO
- Storia poco coinvolgente
- Varietà dei nemici limitata tra le mappe
- Sistema di loot caotico (come sempre)








