Resident Evil Village – Recensione

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Se devo essere sincero, da vecchio fan della serie fin dalla sua prima storica incarnazione su PlayStation nell’ormai lontanissimo 1996, il radicale cambio all’impostazione di gioco data da Resident Evil VII mi era piaciuta davvero tanto.

Quella che poteva sembrare un’eresia, vale a dire rendere Resident Evil un FPS horror dalle meccaniche survival, si era invece rivelata una mossa vincente, e complice una trama ed una serie di situazioni veramente spaventose, il gioco era tornato ai fasti di una volta, riuscendo a riproporre una caratteristica che aveva ormai perso nel tempo: fare paura.

Capcom ci riprova, e sfodera questo attesissimo nuovo capitolo sempre in prima persona: Resident Evil Village. Un nuovo centro per la tanto amata software house giapponese?

Ti faccio paura?

Nelle intenzioni dichiarate da Capcom stessa, Resident Evil Village è un titolo che tenta di mescolare sapientemente due dei capitoli più riusciti della serie: il settimo, con le sue meccaniche survival e l’inquadratura in prima persona, e il celebre Resident Evil 4 per quanto riguarda invece l’ambientazione del villaggio e la sua tendenza ad essere un titolo con più azione.

Il risultato, da questo punto di vista, è sicuramente centrato: Village infatti riesce a ricreare molto bene le atmosfere del quarto capitolo, e sicuramente concede molte più munizioni e molte più situazioni in cui combattere di quanto non si sia visto in Resident Evil VII, ma non rinuncia nemmeno a farci vivere alcune situazioni davvero spaventose e ansiogene.

Al netto, quindi, di un inventario molto più vasto e di un arsenale decisamente più abbondante, sappiate comunque che arriveranno momenti in cui  il gioco vi catapulterà in alcune situazioni “forzatamente” spaventose, in cui le munizioni da voi accumulate fino a quel punto non vi saranno di alcun aiuto, restituendovi quindi (seppur limitatamente solo a quella fase) un gioco più simile ad Outlast che non ad un Resident Evil.





Un ibrido, insomma, che nonostante alterni fasi marcatamente diverse tra loro riesce perfettamente a restituirci un gioco mai noioso, vario e soprattutto condito da una trama appassionante, che ci lascia con la costante curiosità di voler scoprire come evolveranno gli eventi procedendo verso i titoli di coda.

Abbiamo impiegato circa 9 ore per portare a termine Resident Evil Village, una durata quindi in media con altre produzioni del genere (il settimo capitolo, lo ricordiamo, richiedeva più o meno lo stesso numero di ore per essere portato a termine). La longevità inoltre si allunga non di poco qualora vogliate dedicarvi a visitare ogni angolo del mondo di gioco e scovare ogni tesoro nascosto, e in questo caso ci vorranno circa 12 ore.

I personaggi del gioco, inoltre, sono caratterizzati davvero bene, e nonostante qualche boss fight non risulti particolarmente riuscita (prima fra tutte quella contro Donna Beneviento), in generale possiamo dire che quasi tutti resteranno impressi nei vostri ricordi negli anni a venire.

Un tocco di next-gen

Abbiamo giocato a Resident Evil Village grazie ad un codice review per PlayStation 5, e quindi ci siamo potuti godere la nuova fatica targata Capcom sulla console next-gen Sony collegata ad una TV 4K 55” a 120hz.

Il risultato è uno dei primi titoli che riesce a far vedere cosa ci aspetta nel lungo cammino appena iniziato sulle console next-gen, impressionando il giocatore in più di un occasione. Per carità, ancora nulla che faccia ancora gridare al miracolo più di tanti altri primi titoli già approdati su PlayStation 5 (come ad esempio Demon’s Souls), e va inoltre considerato che Resident Evil Village rimane pur sempre una produzione cross-gen, di cui sente inevitabilmente il peso.





In ogni caso questo nuovo capitolo rimane un dei primi titoli FPS che riesce davvero ad impressionare, regalandoci alcuni scenari estremamente evocativi e suggestivi.

Da menzionare poi la completa localizzazione in italiano, compreso un doppiaggio davvero di ottima qualità (spiccano tra tutti i doppiatori di Ethan e Chris, ossia Renato Novara e Claudio Moneta… si, esatto, gli stessi di Ted e Barney nella serie How I Met Your Mother), e l’ottima colonna sonora, minimalista ma pronta ad esplodere nei giusti momenti di gioco.

Un nuovo, grande capitolo della serie

Resident Evil torna alla grande. Capcom sfodera un nuovo capitolo della celebre serie pescando a piene mani da due dei suoi capitoli più riusciti, vale a dire Resident Evil 4 e Resident Evil VII. Il risultato è Resident Evil Village, un gioco che mescola e alterna sapientemente fasi più action e meno spaventose ad altre decisamente più ansiogene ed inquietanti. Il tutto condito da una trama appassionante che riesce ad incuriosire il giocatore, da una buona varietà di situazioni, da personaggi ottimamente caratterizzati e da un comparto tecnico davvero riuscito. Al netto di qualche boss fight meno ispirata e nonostante ci siano poche novità davvero sostanziali rispetto a quanto visto in passato, i tanti fan della serie possono stare tranquilli: Capcom non delude. Fate vostro Resident Evil Village e godetevelo fino in fondo: la serie è più viva che mai.

PRO

  • Un mix riuscito di RE4 e RE7
  • L'alternanza di fasi action e puramente horror rende il gioco piacevolmente vario
  • Buone meccaniche survival (anche se molto permissive)
  • Tecnicamente è davvero bello
  • Ottimo doppiaggio italiano

Contro

  • Alternanza di fasi in alcuni casi un po' "forzata"
  • Nulla di veramente nuovo
9

Da non perdere

Gli spetta per acclamazione (si fa per dire...) l'ingrato compito di dirigere Videogiocare.it. Cresciuto a pane e Commodore 64, riscopre la passione per i videogames proprio quando pensava fosse finito il tempo di giocare. Il suo motto preferito è: "Non prendere la vita troppo sul serio, tanto non ne uscirai vivo!"

1 Commento

  1. Iniziato da poco, mi sta piacendo davvero tanto!

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