Negli ultimi anni gli hack and slash hanno vissuto una stagione di grande fermento, ma ve lo dico fin da subito: pochi titoli sono riusciti a coniugare tradizione e innovazione come Shinobi: Art of Vengeance. LizardCube (che già aveva fatto un ottimo lavoro con Wonder Boy: The Dragon’s Trap) porta sulle console moderne un vero e proprio tributo al franchise SEGA, omaggiando Joe Musashi e al contempo reinterpretando la saga con idee fresche e meccaniche raffinate.
Non è solo nostalgia: è un’esperienza nuova, intensa e sorprendentemente moderna.
Azione fluida e meccaniche profonde
Il cuore del gioco è senza dubbio il combat system, un equilibrio perfetto tra agilità, strategia e spettacolarità. Gli sviluppatori hanno combinato attacchi leggeri e fendenti pesanti, combo devastanti, scatti e schivate, e una scalata delle pareti migliorata, rendendo ogni battaglia una danza coreografica.
I kunai, evoluzione degli shuriken, garantiscono un supporto a distanza preciso e utile per interrompere attacchi nemici. Il sistema di Ninjutsu, con tecniche speciali e pose di parata e contrattacco, consente di liberare poteri ad area o esecuzioni automatiche, trasformando Joe Musashi in un vero vortice di lame.
La struttura dei livelli, pur lineare (ma non troppo: molti livelli sembrano quasi un metroidvania, in cui è necessario ricorrere alla mappa) è arricchita da percorsi alternativi e segreti nascosti, incentivando l’esplorazione e la rigiocabilità. Le ambientazioni disegnate a mano, dai villaggi del Clan Oboro a scenari carnevaleschi, mostrano una cura artistica fuori dal comune, con fondali vivi e dettagli curati in ogni angolo.
La direzione artistica fonde così estetica tradizionale giapponese e innovazioni moderne, creando un universo visivo coerente e incantevole.
Anche la Modalità Arcade, sbloccata dopo la storia principale, aggiunge longevità e sfida: livelli più vicini all’originale Shinobi del 1987, senza power-up e con contatore del punteggio, permettono di affinare abilità e competere con sé stessi.
Tradizione e innovazione a braccetto
Se Shinobi originale era un punto di riferimento per l’azione hack and slash, Art of Vengeance riesce a superarlo grazie a un gameplay raffinato, una struttura dei livelli intelligente e la varietà di tecniche a disposizione. Le sequenze di parkour, scatti aerei e dashkick verticali integrano esplorazione e combattimento in un flusso continuo e spettacolare. Ogni elemento, dalla gestione dei Ninjutsu al sistema di combo, contribuisce a rendere l’esperienza profonda, accessibile e soprattutto divertente.
Ad onor del vero, non mancano piccoli difetti: qualche ripetizione nei pattern nemici e un backtracking necessario per accedere a percorsi alternativi possono possono rallentare il ritmo, ma si tratta di pecche minori in un quadro complessivo di grande qualità.
Arrivati ai titoli di coda, la sensazione è senza dubbio quella di aver vissuto un’esperienza intensa e gratificante. L’ennesima dimostrazione, semmai ne servissero ancora, che non serve per forza essere un titolo tripla A per realizzare un gioco che sappia interattenere, regalare sensazioni davvero appaganti dopo gli scontri più impegantivi e, soprattutto, divertire.
The Review
Imperdibile per i fan e non solo
Shinobi: Art of Vengeance è un titolo che rende onore al passato della saga, ma brilla di luce propria grazie a meccaniche innovative, combattimenti spettacolari e una direzione artistica incredibile. LizardCube dimostra che è possibile modernizzare un classico senza tradirne l’anima, offrendo un’esperienza hack and slash profonda, veloce e appagante. Un ritorno in grande stile per Joe Musashi, capace di conquistare sia i fan di vecchia data sia i nuovi giocatori. Non perdetevelo.
PRO
- Combat system fluido e profondo
- Ambientazioni disegnate a mano spettacolari
- Tecniche di Ninjutsu e combo varie
- Modalità Arcade per rigiocabilità extra
CONTRO
- Alcuni pattern nemici ripetitivi
- Backtracking in alcuni livelli
- Su PC manca il supporto ai monitor ultrawide








