Fallout 76 – Recensione

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Ci sono stati due momenti ben precisi, e contrapposti tra loro, che hanno accompagnato l’annuncio di Fallout 76. Il primo è stato un momento di felicità, visto che la notizia arrivò assolutamente inattesa e colse un po’ tutti di sorpresa.

Il secondo invece è stato un momento di smarrimento e di critica da parte di molti videogiocatori, visto che poco dopo fu reso noto che Fallout 76 sarebbe stato un gioco always online, con la necessità quindi di una connessione internet per giocare, e dove il multiplayer sarebbe stata una componente fondamentale (per quanto non esclusiva).

Del resto i dubbi erano legittimi: Fallout è sempre stato un gioco che faceva del single player, della storia, della narrazione e delle scelte da prendere i suoi principali punti di forza. Bethesda si affrettò infatti a precisare che, nonostante la componente online, il single player sarebbe stato comunque presente.

Ma è davvero così? Dopo 8 giorni trascorsi a vagare nel West Virginia e nell’Appalachia, siamo finalmente pronti a raccontarvi le nostre impressioni.

Fallout online? Sacrilegio!

Le polemiche che hanno accompagnato l’uscita di Fallout si sono riversate subito su Metacritic, il celebre aggregatore online. Ancora oggi, con più  di 2.500 recensioni da parte degli utenti, oltre 1.800 sono negative, con voti addirittura prossimi allo zero. La media voto, infatti, è ancora adesso ferma a 2,7.

Un accanimento sicuramente eccessivo, in gran parte dovuto al fatto che i tanti fan di Fallout non hanno mandato giù la scelta di proporre un gioco decisamente stravolto rispetto ai canoni storici della serie.

Perché questo Fallout 76, diciamolo chiaramente, è un gioco estremamente diverso rispetto a tutti i capitoli precedenti che (io per primo) abbiamo tanto amato.





Mancano infatti completamente gli NPC (Non-Player Character), ossia i classici personaggi non controllati dal giocatore e con cui interagire. Questo comporta l’assenza di narrazione tramite dialoghi (che viene quindi relegata esclusivamente alla lettura o all’ascolto degli olonastri), e mancano soprattutto le scelte da prendere durante tali interazioni.

E siamo sinceri: per una serie come Fallout, queste mancanze sono davvero una mazzata.

A tutto questo poi si aggiunge anche la mancanza dello S.P.A.V. (Sistema di Puntamento Assistito Vault-Tec) nella forma che conosciamo, ossia nella storica possibilità di rallentare/fermare il tempo e poter prendere di mira alcuni i nemici ed i loro punti deboli.

Del resto era impossibile mantenere questa caratteristica in un gioco online, per cui lo S.P.A.V diventa ora solamente una sorta di lock sul nemico di turno.

Un’altra mancanza non da poco (per quanto obbligata), visto che in questo modo il sistema di puntamento perde molto del suo lato strategico.

Un buon survival

Ora che siamo tolti tutti i classici sassolini dalla scarpa (anche se ne rimane ancora uno, ma di cui parleremo tra poco), possiamo però dirvi che quello che rimane è comunque un buon gioco di stampo survival, che però di Fallout ha ormai ben poco.

Rimane la bellissima e sempre affascinante ambientazione post-atomica che abbiamo amato nei capitoli precedente, anche se stavolta, visto che Fallout 76 si svolge poco dopo la guerra nucleare, il mondo apparirà molto più rigoglioso e meno decadente di quando abbiamo visto negli altri episodi.

Sarà divertente ed appagante vagare per le lande desolate, raccogliere risorse, armi ed armature, completare missioni, scontrasi con animali mutanti e ghoul, ed esplorare ambientazioni caratterizzate dall’ottimo level design che, bene o male, questo Fallout 76 propone.

Se quindi riusciamo a superare il trauma iniziale, e magari a considerare questo Fallout 76 come un episodio a se stante, staccato dai canoni classici della serie, ci aspettano comunque parecchie ore di gioco gradevole e soddisfacente.

Inoltre, vista la debolezza del single player, il gioco guadagna parecchi punti se giocato in compagnia. Avventurarsi tra boschi, sotterranei, negozi  e fabbriche abbandonate, ricche di mistero e di pericolo, insieme ad un amico (o, meglio ancora, con un gruppo di amici) si è rivelato davvero divertente e appassionante.

Non è un paese per (giochi) vecchi

E siamo arrivati all’altro sassolino che, come anticipato, ci rimane da toglierci: il lato tecnico. Da questo punto di vista, purtroppo, Fallout 76 è un disastro.

La grafica è estremamente datata (sembra quasi un DLC di Fallout 4), si registrano frequenti cali di frame rate, elementi che appaiono all’improvviso in lontananza (bad clipping), e bug vari e continui, tanto che una volta abbiamo dovuto addirittura riavviare il gioco perché apparivano vecchie missioni già completate.

Bethesda però, e bene dirlo, sta ancora lavorando tanto per garantire il massimo supporto al gioco. Proprio in questi giorni, infatti, è già disponibile una prima patch che risolve molti dei problemi elencati (specie in versione PC).

Fallout non ha mai brillato sul lato tecnico, è vero, ma il popolo dei videogiocatori, ormai abituato a titoli di ben altro calibro, non ha avuto pietà del titolo Bethesda e sui social è ormai un fiorire continuo di attacchi ed ironie contro Fallout 76.

In tanti hanno sottolineato (non a torto) come sia impietoso in questo fine novembre giocare a Fallout 76 avendo ancora negli occhi giochi come Red Dead Redemption 2. Bisogna però anche riconoscere che il paragone con il titolo Rockstar Games è difficile quasi per tutti,  ed è necessario valutare ogni opera in maniera indipendente, senza rimanere prigionieri di continui paragoni.

Fallout 76 si è rivelato, alla fine della nostra lunga prova, come un gioco che, se preso come un capitolo a se, riesce a divertire e appassionare molto più di quanto ci saremmo immaginati dopo il traumatico inizio.

Un buon gioco di stampo survival, in parte schiacciato dal peso e dalla tradizione del brand che porta sulla spalle, e sicuramente penalizzato da un lato tecnico inizialmente disastroso, ma su cui Bethesda sta cercando in tutti i modi di correre ai ripari.

Noi incrociamo le dita e gli auguriamo buon lavoro, perché di lavoro da fare, da questo punto di vista, al momento ce n’è veramente tanto.

Un buon survival, schiacciato dal nome che porta

Fallout 76 è un gioco molto migliore di quanto non possa sembrare, una volta superato l’impatto iniziale e dopo aver accettato l’idea di avere tra le mani un Fallout decisamente atipico e molto lontano dai canoni classici della serie. Alcune scelte di Bethesda sono dettate dal fatto di aver optato per un gioco online (come la mancanza dello S.P.A.V.), mentre altre ci sono sembrate inspiegabili (come la mancanza degli NPC e di una narrazione quindi più tradizionale ed appassionane). Quello che rimane è comunque un buon gioco di stampo survival, che specialmente giocato con amici può regalare parecchie ore di divertimento. Per riuscire a goderselo, però, è necessario riuscire a chiudere un occhio anche su un lato tecnico davvero disastroso e che ha bisogno ancora di tanto lavoro raggiungere livelli accettabili.

PRO

  • Un buon survival horror
  • Ambientazione come sempre affasciante
  • Buon level design
  • Giocato con amici regala soddisfazioni
  • Ottima colonna sonora

Contro

  • Tecnicamente è un disastro
  • Narrazione sottotono senza NPC
  • Single player fiacco
7

Buono

Gli spetta per acclamazione (si fa per dire...) l'ingrato compito di dirigere Videogiocare.it. Cresciuto a pane e Commodore 64, riscopre la passione per i videogames proprio quando pensava fosse finito il tempo di giocare. Il suo motto preferito è: "Non prendere la vita troppo sul serio, tanto non ne uscirai vivo!"

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