Kingdom Hearts 3 – Recensione

PS4 XBOX ONE
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Ci sono voluti davvero tanti anni, forse troppi, ma finalmente Kingdom Hearts 3 è arrivato.

La celebre saga, firmata dall’unione di Square Enix e Disney, era iniziata nel lontano 2002 su PlayStation 2, e da allora di capitoli nel sono usciti ben 9, considerando anche i giochi usciti in versione portatile.

In tanti aspettavano però la vera ed unica conclusione della Saga di Xehanort (in inglese la “Dark Seeker saga“), ossia quel terzo capitolo che chiudesse il cerchio della trilogia principale che vede protagonisti Sora, Paperino e Pippo.

Ora, grazie ad una promo per Xbox One fornita dal publisher, siamo finalmente pronti a raccontarvi le nostre impressioni su Kingdom Hearts 3, splendida e originale avventura action-RPG che, possiamo dirlo senza nessuno spoiler, metterà davvero il punto finale alla trama che abbiamo vissuto in tutti questi lunghi anni.

Una storia complessa

È necessaria, fin da subito, una premessa: chi, come il sottoscritto, ha giocato tutti (o gran parte) dei capitoli precedenti, sa bene le la trama di Kingdom Hearts 3 non fa sconti a nessuno: oltre ad essere infatti piuttosto complessa (a volte anche troppo), basta essersi lasciato scappare un capitolo uscito in precedenza, magari in versione portatile, per non riuscire a cogliere molti dei riferimenti presenti nel gioco.

Forse anche per questo su PlayStation 4 sono arrivati Kingdom Hearts HD 1.5 + 2.5 ReMIX prima, e Kingdom Hearts Hd 2.8 Final Chapter Prologue dopo. L’unione di queste due enormi collection, infatti, permette al giocatore di rivivere quasi tutti i capitoli usciti in precedenza, e in edizione rimasterizzata. Il problema però, ovviamente, rimane per chi magari possiede una Xbox One, e non ha modo di giocare ai capitoli precedenti.

Non che Kingdom Hearts 3 sia ingiocabile per i neofiti, sia chiaro, ma rimane il fatto che la maggior parte degli eventi narrati risulteranno per loro praticamente incomprensibili.

Ed è proprio questo uno dei punti deboli di questa nuova fatica di Square Enix e Pixar: non basterà infatti nemmeno aver giocato ai due capitoli principali (Kingdom Hearts 1 e 2) per potersi godere appieno la storia del terzo, visto che ci saranno frequenti richiami persino a Kingdom Hearts 0.2 Birth by Sleep, il prequel apparso nell’ultima collection PS4 con protagonista Aqua.

Un limite, secondo noi, che restringe non poco la cerchia di coloro che possono godersi al 100% la già difficile storia della saga di Kingdom Hearts.

Uno spettacolo per gli occhi ed il cuore

Dopo esserci tolto il classico sassolino dalla scarpa, non possiamo però che parlare in termini entusiastici di questo attesissimo capitolo conclusivo delle avventure di Sora, Paperino e Pippo. Kingdom Hearts 3 è infatti uno spettacolo magnifico da ogni punto di vista.

Ad iniziare da quello tecnico: il gioco propone infatti una grafica a tratti davvero sbalorditiva, tanto da portare a confondere a volte il gioco con un classico film d’animazione della Pixar. E questo fin dai primissimi mondi di gioco: vi basterà infatti affrontare il monte Olimpo per capire di che pasta è fatto questo Kingdom Hearts 3.

Ed anche la colonna sonora non è da meno: ci sono tantissime melodie storiche della serie che vi riporteranno indietro nel tempo, senza contare le nuove musiche di sottofondo tratte dai vari mondi Pixar in cui finirete (Toy Story, Rapunzel, Frozen, etc), ed i nuovi brani, più orchestrati, ad accompagnarvi nei momenti più emozionanti del gioco.

Migliorato anche il sistema di viaggio tra mondo e mondo tramite gumship, da sempre considerato uno dei punti deboli della serie. Ora lo spazio da attraversare volando diventa quasi un open-world da esplorare, e ricco di segreti da scoprire.

Il sistema di combattimento, poi, riprende quello classico della serie (fondamentalmente basato sul button mashing, ossia sulla pressione ripetuta di un singolo pulsante per effettuare le combo, per poi spaziare su magie e abilità speciali), ma ampliandolo e rendendolo molto più spettacolare.

Adesso ci saranno davvero tantissime mosse extra che potrete effettuare durante i combattimenti, sia grazie alla nuova possibilità dei keyblade di mutare forma, sia grazie all’unione con Pippo e Paperino, sia con l’aiuto dei personaggi extra che vi accompagneranno nei mondi che visiterete.

Talmente tante, a dire il vero, da risultare a volte anche troppe.




Tornano poi anche le Summons, ossia le invocazioni di personaggi estremamente potenti, che vi affiancheranno durante una battaglia, consentendovi di uscire facilmente da alcune situazioni più complesse.

Il livello di difficoltà, a dire il vero, è stato però notevolmente ritoccato verso il basso, specie rispetto al primissimo Kingdom Hearts)e tranne qualche occasionale Game Over non dovreste fare troppa fatica a superare i livelli più avanzati.

La durata complessiva del gioco ha richiesto circa 40 ore di gioco prima di poter veder scorrere i titoli di coda. Ovviamente tale durata è da considerarsi estremamente più lunga (anche più del doppio) qualora si volesse completare ogni mondo al 100%.

Il gran finale di una splendida saga

Kingdom Hearts 3 è il gran finale che merita una saga come Kingdom Hearts. Un gioco tecnicamente splendido, in grado di incantare e scaldare i cuori di chi non ha dimenticato il bambino che è in lui. La nuova fatica di Square-Enix e Disney Interactive si presenta come un gioco tecnicamente splendido, ricco di situazioni e mosse speciali altamente spettacolari, divertentissimo da giocare ed estremamente vasto, migliorando i precedenti capitoli da ogni punto di vista. Unici punti deboli sono alcune situazioni di combattimento leggermente ripetitive, specie per quanto riguarda le mosse speciali, ed una storia molto complessa (forse anche troppo) legata a doppio filo col passato, rendendo di fatto gli eventi quasi incomprensibili per chi non ha giocato ai capitoli precedenti. Ma, finalmente, Kingdom Hearts può chiudere la Saga di Xehanort nel modo migliore possibile: con un gioco splendido e imperdibile per i fan.

PRO

  • Tecnicamente splendido
  • Sistema di combattimento migliorato da ogni punto di vista
  • Colonna sonora incantevole
  • Lungo, vasto, profondo

Contro

  • Trama eccessivamente complessa e incomprensibile per i neofiti
  • Qualche fase di gameplay un po' ripetitiva
9

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Webmaster secoli fa di AniGames.it e PlayNow.it, ora fondatore di Videogiocare.it. Appassionato di tecnologia in generale e videogiochi in particolare, inizia il cammino di gamer con una introvabile Irradio TVG 888, per poi innamorarsi completamente del Commodore 64. Il resto è storia. Il suo motto è: "Questo è un problema per il Fabio del futuro".

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