Super Mario compie 33 anni: la storia dietro la creazione di un’icona intramontabile del mondo dei videogiochi

Super Mario compie 33 anni: la storia dietro la creazione di un’icona intramontabile del mondo dei videogiochi

Cappello rosso, salopette blue, baffoni e un inconfondibile accento italiano: è Super Mario, il personaggio più famoso del mondo dei videogiochi. Se non sapete di chi stiamo parlando, forse avete vissuto gli ultimi 30 anni in una caverna. Mario è una vera e propria icona, conosciuto da generazioni di videogiocatori (e non).

Nonostante sia sempre in forma smagliante, pochi mesi fa l’idraulico più famoso del mondo ha compiuto 33 anni. Era infatti il 13 settembre 1985 quando Mario faceva la sua prima apparizione in un videogioco per NES destinato a fare la storia, Super Mario Bros, pubblicato dalla Nintendo. In America, il gioco divenne presto uno dei più venduti di tutti i tempi, raggiungendo la cifra record di 40 milioni di copie.

Da allora, Mario è diventato il simbolo della Nintendo; molto più di una mascotte, tanto entrare nell’immaginario collettivo di tutti. Comparso in oltre 200 giochi diversi (oltre ai classici Super Mario, è il protagonista delle serie Mario Kart e Mario Party, oltre che di centinaia di giochi di Super Mario Bros che è possibile trovare online), è senza ombra di dubbio il personaggio più longevo della storia dei videogiochi.

Pochi però conoscono la storia dietro la creazione di questo personaggio. Mario fu ideato da Shigeru Miyamoto (creatore, fra l’altro, della serie Zelda), per comparire nel primo Donkey Kong del 1981. All’epoca. Mario era un taglialegna che si imbarcava in un’avventura emozionante per cercare di salvare la sua fidanzata, rapita da una scimmia gigante.

Come molte altre serie di successo della storia dei videogiochi (si pensi a Final Fantasy, che doveva essere l’ultimo gioco di una casa di sviluppo ormai sul lastrico, e che invece divenne un successo planetario), anche Mario nacque da un fallimento. Miyamoto, che all’epoca lavorava alla Nintendo come semplice illustratore, venne incaricato di ideare un videogioco per rimpiazzare Radar Scope, videogame del 1980 che aveva portato la sezione americana della software house letteralmente al tracollo. In realtà, Miyamoto non ricevette l’incarico per le sue qualità, ma semplicemente perché, all’epoca, era l’unica persona disponibile.

L’idea iniziale era quella di creare un gioco con protagonista Popeye, da noi più famoso come Braccio di Ferro. A causa di problemi con l’acquisto dei diritti, Miyamoto dovette virare su qualcosa di diverso. Fu così che nacque Mario. Il personaggio era lo stesso che conosciamo tutti, ma non aveva ancora la stessa identità di adesso: non era ancora un idraulico, ma un falegname, e il suo nome era semplicemente Jumpman.

Il gioco, come sappiamo, fu un successo: anche se non era il protagonista assoluto, Jumpman piacque molto ai vertici della compagnia, che pensarono di dargli un nuovo nome e di scommettere su di lui per il futuro. Il nome venne inventato indirettamente dai dipendenti che lavoravano in un magazzino della Nintendo: secondo loro infatti il personaggio assomigliava al proprietario del magazzino, un immigrato italiano chiamato Mario Segale. A Miyamoto il nome piacque subito.

Il primo videogioco interamente incentrato su Mario uscì nel 1983: era Mario Bros, in cui veniva affiancato da suo fratello Luigi. La struttura era quella classica della serie: un platform 2D in cui bisognava superare una serie di ostacoli tramite salti. Fu qui che Mario assunse il ruolo di idraulico: Miyamoto pensava che il mestiere si accoppiasse perfettamente all’ambientazione, fatta di tubi verdi e di paesaggi sotterranei.

Il gioco venne distribuito solo in Giappone, ma ottenne comunque un buon riscontro di vendite. Il vero successo però arrivò due anni dopo, con l’uscita di Super Mario Bros, gioco pensato appositamente per il NES, la prima console casalinga della Nintendo. Inutile dire che le vendite schizzarono alle stelle, e il gioco divenne un successo ineguagliabile. A quel punto, il personaggio di Mario era già entrato nell’olimpo dei videogame.

Da allora, il suo successo non si è più fermato. Fino ad oggi, è rimasto il punto centrale di tantissimi titoli Nintendo, comparendo sia in tantissimi titoli con il suo nome, sia in miriadi di spin-off. Affermare che il simpatico idraulico italiano ha fatto la fortuna di un colosso come la Nintendo non è un’esagerazione. Niente male, per quello che all’inizio era solo un anonimo falegname.

Svezzato a NES, cresciuto a PlayStation e Xbox e sfamato a PC gaming. Ha accolto con entusiasmo il progetto videogiocare.it. Purtroppo spesso non è d’accordo con il pensiero generale riguardo i giochi, ma qualcuno deve pur cantare fuori dal coro. Il suo motto è: “Bisogna prestare poca fede a quelli che parlano molto”. Oh, non lo ha detto lui, ma Catone.

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