The Witcher 3: Wild Hunt Complete Edition – Recensione

PC PS5 XBOX SERIES X/S
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The Witcher 3: Wild Hunt è un gioco che sicuramente non ha bisogno di presentazioni: si tratta del celebre action RPG sviluppato da CD Projekt RED e uscito nell’ormai lontano 2015 su PC, PlayStation 4 e Xbox On, e nel 2019 anche su Nintendo Switch. E’ il terzo capitolo della serie, e trae ispirazione dalla saga letteraria Geralt di Rivia creata dallo scrittore polacco Andrzej Sapkowski.

I premi vinti dal titolo sono talmente numerosi che sarebbe davvero noioso elencarli tutti. Considerato dalla critica e dall’utenza come un capolavoro della storia videoludica, The Witcher 3 ha ottenuto più di 259 premi come Gioco dell’Anno, ed è ancora considerato da milioni di videogiocatori come il titolo open world di stampo RPG più bello di sempre.

Ora, sul finire del 2002, il gioco viene riproposto in quella che viene ribattezzata The Witcher 3: Wild Hunt Complete Edition, e che comprende il tanto atteso aggiornamento per sistemi di gioco next gen (vale a dire PS5, Xbox Series X/S e PC), disponibile gratuitamente per chi possiede già il gioco.

Andiamo a scoprire insieme come è stato trattato questo indimenticabile capolavoro.

Un gioco (quasi) nuovo

The Witcher 3: Wild Hunt Complete Edition comprende ovviamente il gioco base e tutte le espansioni uscite, ossia Hearts of Stone e Blood and Wine. Di fatto, quindi, parliamo di centinaia di ore di gioco, e con un dettaglio non trascurabile: non parliamo di due espansioni qualsiasi, ma di quelle che vengono da sempre considerate il miglior esempio di come dovrebbero essere i contenuti aggiuntivi, visto che introducono contenuti inediti e parti di storia davvero interessanti e appassionanti. Ma ovviamente la nuova Complete Edition non si ferma a questo, ma introduce anche l’attesissimo aggiornamento next-gen.

Parliamo del resto di un gioco uscito più di 7 anni fa, e nel mondo videoludico è un intervallo temporale davvero notevole. Il gioco risentiva ormai troppo del tempo trascorso, e se da un lato chi lo aveva giocato e amato sognava un remake che desse una ragione in più per tornare a tuffarsi in un mondo di gioco indimenticato e indimenticabile, chi non aveva invece ancora avuto modo di giocarci era spesso frenato dalla paura di trovarsi davanti un gioco ormai troppo datato rispetto ai titoli più moderni.

E cosi CD Projekt RED ha scelto di venire incontro agli utenti con un aggiornamento che non si ferma solo ai miglioramenti grafici e tecnici, ma apporta anche alcuni modifiche rilevanti al gameplay, rendendo il gioco più moderno, rapido e comodo da giocare. Un gioco che, quindi, anche se non è un remake, non è nemmeno una semplice remaster.

Una nota speciale merità poi il lavoro dei modder: la software house polacca infatti ha scelto di utilizzare molto materiale realizzato da sviluppatori e appassionati inserendoli nel gioco originale, e quindi le tante novità presenti vanno riconosciute anche alla comunità di fan del gioco, sempre molto attiva e prolifica.

Un aggiornamento imperdibile

Ci sono davvero troppe novità all’interno di The Witcher 3: Wild Hunt Complete Edition, ed elencarle tutte sarebbe davvero impossibile oltre che noioso. Alcune però sono davvero rilevanti e ci teniamo particolarmente a raccontarvele. La prima e più rilevante riguarda i comandi per portare magie e segni. Se prima infatti era necessario utilizzare il (seppur tutto sommato comodo) menu radiale, ora è possibile attivare una modalità che vi permette di lanciare i comandi tramite il semplice utilizzo del grilletto. Un sistema tanto semplice quanto rivoluzionario, che rende i combattimenti decisamente più comodi, rapidi ed intuitivi.

Anche l’utilizzo degli strumenti è stato molto semplificato, e se ad esempio prima molti giocatori li ignoravano per la gestione non semplicissima, ora non sarà raro ad esempio usare una bomba per liberarci più facilmente di un gruppo di nemici. Sono stati inoltre migliorati molti parametri di gioco: il danno da caduta ad esempio è decisamente ridotto, e come è giusto che sia ora Geralt non morirà per un semplice salto più alto del normale, e potremo così muoverci più facilmente e sfruttare qualche discesa come scorciatoia.

Graficamente poi, nemmeno a dirlo, è tutto più bello. Volti, armature, ombre, animazioni, personaggi e soprattutto la vegetazione e l’acqua: il gioco ha compiuto un balzo in avanti quasi generazionale. Noi abbiamo potuto giocare a The Witcher 3: Wild Hunt Complete Edition grazie ad un codice review per Xbox Series X, e possiamo assicurarvi che il mondo di gioco in alcuni momenti lascia davvero a bocca aperta.

Come (quasi) sempre per i giochi di nuova generazione, è possibile scegliere tra due modalità di gioco: Prestazioni e Ray Tracing. La prima lavora senza il ray tracing e ad una risoluzione più bassa del 4k puro (che poco si nota grazie all’upscaling) garantendo però un gameplay a 60fps, mentre la seconda porta al massimo la grafica con il ray tracing attivo, ma sacrifica gli fps portandoli a 30. Noi vi consigliamo senza dubbio la modalità prestazioni: a parte che graficamente non si nota molta differenza se non quando è presente qualche gioco di luce particolarmente rilevante, ma soprattutto giocare a 60 fps garantisce un’esperienza di gioco estremamente più fluida e piacevole per gli occhi.

Ancora uno dei GDR open world più belli di sempre

The Witcher 3: Wild Hunt Complete Edition è un’occasione imperdibile per giocare o rigiocare al capolavoro firmato CD Projekt RED, che non si accontenta di un semplice aggiornamento grafico ma introduce tantissime novità anche a livello di comandi, inquadrature e gameplay. Chi non ha mai avuto modo di godersi il terzo capitolo della bellissima storia di Geralt di Rivia potrà finalmente farlo con un titolo che, seppur con qualche limite, ora si presenta al passo con i titoli next-gen, mentre chi ha già giocato e amato in passato questo titolo indimenticabile ora ha un’occasione in più per tornare a vivere le avventure del witcher più famoso di sempre.

PRO

  • Graficamente compie un salto quasi generazionale
  • Tante novità anche di gameplay e di comandi
  • Centinaia di ore di gioco
  • E' sempre uno degli open world GDR più belli di sempre

Contro

  • In alcune occasioni gli anni si fanno purtroppo ancora sentire
9

Imperdibile

Giornalista iscritto all'albo, svezzato a NES, cresciuto a PlayStation e Xbox e sfamato a PC gaming. Ha accolto con entusiasmo il progetto videogiocare.it. Purtroppo spesso non è d’accordo con il pensiero generale riguardo i giochi, ma qualcuno deve pur cantare fuori dal coro. Il suo motto è: “Bisogna prestare poca fede a quelli che parlano molto”. Oh, non lo ha detto lui, ma Catone.

1 Commento

  1. Che gioco ragazzi…. davvero una pietra miliare della storia dei videogiochi! Imperdibile!

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