Assassin’s Creed Chronicles: Russia – Recensione

PC PS4 PSVITA XBOX ONE

TERZO CAPITOLO DELLE CRONACHE

L’epilogo della trilogia spin-off dedicata agli assassini più famosi del panorama videoludico è arrivato. Dopo le ambientazioni in Cina e in India, le avventure in 2.5D si concludono in Russia all’inizio della grande rivoluzione del 1917. L’assassino protagonista dell’ultima avventura è Nikolai Orelov che affronta i suoi doveri di accolito combattendo sia fuori sia dentro se stesso . Pieno di dubbi e desideroso di tornare a vivere una vita tranquilla insieme alla propria famiglia, Nikolai accetta l’ultima missione con l’obiettivo di terminarla il più velocemente possibile. Anche stavolta sarà un frammento del frutto dell’eden il manufatto da recuperare ma, come nella migliore tradizione di questa saga, saranno i templari, insieme alla congiura ordita nei confronti dello Zar, i veri ostacoli da eliminare per completare la missione e ottenere la libertà. Una co-protagonista femminile accompagnerà il nostro assassino in parte dell’avventura: la granduchessa Anastasia.

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Dalla Russia con… qualche idea

Come nei primi 2 capitoli, anche nel terzo l’impatto grafico è notevole. I toni, le linee e i colori ispirati all’unione sovietica rivoluzionaria di inizio 1900 calano il giocatore nella Russia comunista come la dipingeva la propaganda del tempo. Il grigio, il rosso e il nero riempiono le ambientazioni di gioco in maniera eccelsa: uno stile grafico che segna forse il punto più alto delle cronache, come se col procedere delle realizzazioni i disegnatori siano cresciuti insieme all’idea grafica. Il gameplay rimane sostanzialmente lo stesso, ma gli sviluppatori hanno aggiunto in modo egregio le novità apportate non solo per motivi di opportunità ma anche per questioni di “età”. Infatti, ambientato in un momento storico più recente, l’assassino avrà a disposizione non solo armi più moderne, come il fucile che ci permette di risolvere alcune situazioni alla giusta “distanza” anche se non proprio silenziosamente, ma anche tecnologie più recenti, come l’elettricità e di conseguenza la luce elettrica, utile a “illuminare” alcune soluzioni tattiche.

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Anche stavolta i Climax Studios miscelano ingredienti stealth con fughe e battaglie, rendendo il gioco divertente ma non tanto differente dai predecessori. Per aumentare la complessità e diversificare le situazioni gli sviluppatori hanno deciso di fare ricorso ai numeri – più guardie e più ostacoli – e ad intricati level design, consci anche di un IA dei cattivi non di prima categoria. Gli amanti e gli intenditori del genere forse storceranno un pò il naso, perchè una scelta simile può apparire una facile scappatoia da un’impasse realizzativa. Tuttavia il gioco ci regala circa 7 ore di divertimento e sicuramente porta a termine la storia e di conseguenza la trilogia in modo soddisfacente. La sensazione di deja vu che si può provare durante il gioco è mitigata dall’attenzione grafica impiegata a realizzare il titolo, ma alla fine resta l’impressione che si poteva fare di più.

Pro

  • Graficamente molto ben realizzato
  • Interessanti novità nel gameplay

Contro

  • IA ancora da rivedere
  • Forse è troppo breve
7.4

Discreto

Svezzato a NES, cresciuto a PlayStation e Xbox e sfamato a PC gaming. Ha accolto con entusiasmo il progetto videogiocare.it. Purtroppo spesso non è d’accordo con il pensiero generale riguardo i giochi, ma qualcuno deve pur cantare fuori dal coro. Il suo motto è: “Bisogna prestare poca fede a quelli che parlano molto”. Oh, non lo ha detto lui, ma Catone.

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