Dying Light 2: Stay Human – Recensione

PC PS4 PS5 XBOX XBOX SERIES X/S
Acquista su Amazon

Il primo Dying Light si era rivelato un titolo davvero sorprendente, che forse all’inizio non aveva collezionato voti altissimi, ma che col tempo ha saputo imporsi tra gli appassionati del genere survival horror come uno dei più amati titoli, arrivando addirittura a diventare un vero e proprio paradigma per tutti i titoli successivi appartenenti allo stesso genere.

Proprio per questo il secondo capitolo, Dying Light 2: Stay Human, era davvero attesissimo da tutti i fan, e ci sono voluti ben 6 anni perchè Techland sfornasse questo sequel. La software house polacca infatti non è uno degli studi di produzione più grandi, e ripone da sempre molta cura nei propri progetti (nel corso del tempo ci ha infatti regalato molte altre saghe famose come Call of Juarez e Dead Island). Normale quindi che i tempi di gestazione non fossero purtroppo brevi.

Abbiamo potuto portare a termine l’avventura di Dying Light 2: Stay Human grazie ad un codice review per PC fornito dallo sviluppatore, e siamo finalmente pronti a raccontarvi, come sempre, le nostre impressioni.

Apocalisse zombie

Gli eventi narrati in Dying Light 2: Stay Human si svolgono ben 22 anni dopo la fine del primo capitolo. Questo espediente narrativo ha permesso a Techland di slegare il più possibile la storia di questo sequel dal capitolo precedente, permettendo così ai giocatori di approcciarsi a Stay Human anche senza avere necessariamente giocato (o terminato) il capitolo precedente.

Cambia infatti anche il protagonista: stavolta vestiremo i panni di Aiden, un sopravvissuto all’apocalisse zombie impegnato nella disperata ricerca della sorella da cui era stato separato fin dalla tenera età. Il gioco si svolge all’interno della ipotetica e grandissima città di Villedor, e proprio dentro Villedor ci saranno tre fazioni, perennemente in lotta tra loro: i Sopravvissuti, I Pacificatori e i Rinnegati. Se le prime si possono definire quasi neutre, con i Pacificatori però caratterizzati da una fortissima struttura militare e marziale, la terza rappresenta invece quella dei classici cattivi da anarchia post-apocalittica, con tanto di maschere da hockey a nascondergli il viso.

E qui ci scontriamo subito con un difetto di Dying Light 2: se infatti la storia risulta fin da subito interessante, appassionante e con alcuni colpi di scena davvero riusciti, le decisioni che dovremo prendere ai numerosi bivi narrativi risulteranno poco incisivi ai fini della storia principale, che nonostante qualche piccola variazione continua su binari piuttosto lineari.

Anche la scelta di favorire una fazione piuttosto che un’altra porta a cambiamenti davvero poco rilevanti all’interno del gioco.

Ti faccio a fette

Se però quello della scarsa incisività delle scelte prese può essere un problema tutto sommato trascurabile, vista la bontà della storia narrata, il difetto a cui Dying Light 2 presta maggiormente il fianco è sicuramente quello legato al sistema di combattimento. Esattamente come nel capitolo precedente, infatti, anche in Stay Human il gameplay si fonda principalmente su due elementi: parkour e combattimento all’arma bianca.

E se il parkour si è rivelato riuscito e godibile, anche grazie all’ottimo level design, ricordandoci in più di un’occasione l’ottimo Mirror’s Edge Catalystil combattimento invece ci è sembrato alla lunga un po’ ripetitivo ed elementare.

Le armi invece sono tantissime, il loot da scovare è vario ed sempre piacevole da collezionare, ma ci aspettavamo nel corso dell’avventura di poter sbloccare alcune abilità che rendessero il combattimento meno button mashing (come ad esempio la possibilità di usare alcune uccisioni rapide e spettacolari, o magari qualche arma da fuoco), ma purtroppo così non è stato.

Inoltre, complice un livello di difficoltà non troppo elevato, troppo spesso i combattimenti si risolvono in una semplice sequenza di sventagliate con l’arma di turno, seguita da una rapida ritirata per ripristinare il vigore, per poi ripetere il tutto. A equilibrare questa ripetitività di base per fortuna ci pensano gli archi e le balestre, davvero divertenti da usare, e qualche mossa extra comunque sbloccabile nelle fasi avanzate.




Al termine della nostra prova, che ci ha portato ai titoli di coda in circa 25 ore tra main quest e qualche missione secondaria, dobbiamo però ammettere che Dying Light 2: Stay Human ci ha divertito e intrattenuto, regalandoci un’avventura piacevolissima ed estremamente appagante per chi, come il sottoscritto, ama il loot e l’esplorazione, specie quella notturna, più rischiosa (seppur meno difficile rispetto al primo capitolo) ma con i bottini più interessanti.

La nuova opera firmata Techland è un perfetto esempio di come un titolo non perfetto, con qualche difetto anche rilevante e tecnicamente discutibile (su PC, ad esempio, con una RTX 3060 Ti abbiamo riscontrato spesso sorprendenti cali di frame rate e una qualità generale non proprio al passo coi tempi), riesce comunque ad essere un gioco che, grazie alla tanta sostanza, si è rivelato più appassionante di tante produzioni più blasonate.

I difetti non mancano, ma ha tanto cuore e sostanza

Dying Light 2: Stay Human è una delle migliori dimostrazioni di come un gioco possa riuscire a divertire e appassionare nonostante alcuni difetti piuttosto evidenti. Se infatti l’opera firmata Techland presenta un comparto tecnico discutibile e un sistema di combattimento con alcuni limiti evidenti, il gioco riesce comunque a risultare divertente e appassionante, uno di quei giochi a cui si ha la voglia di tornare a giocare per vedere come evolve la trama, per esplorare nuove zone, per far crescere il nostro personaggio e, soprattutto, per trovare tanto loot interessante e vario. Un gioco, insomma, che al netto dei difetti elencati ha tanto cuore e sostanza, e farà la felicità dei fan del primo capitolo.

PRO

  • Trama appassionante e con qualche buon colpo di scena
  • Personaggi ben caratterizzati
  • Tantissime armi
  • Loot da scovare davvero vastissimo
  • Parkour divertente e ben realizzato
  • Ottima colonna sonora

Contro

  • Tecnicamente arretrato e poco ottimizzato su PC
  • Il sistema di combattimento meritava più profondità
  • Scelte da prendere poco incisive
8

Molto buono

Webmaster secoli fa di AniGames.it e PlayNow.it, ora fondatore di Videogiocare.it. Appassionato di tecnologia in generale e videogiochi in particolare, inizia il cammino di gamer con una introvabile Irradio TVG 888, per poi innamorarsi completamente del Commodore 64. Il resto è storia. Il suo motto è: "Questo è un problema per il Fabio del futuro".

1 Commento

  1. Lo sto giocando e mi sta piacendo davvero moltissimo. Ottima recensione, concordo sul voto!

    Reply

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.I campi obbligatori sono indicati con *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

*

Lost Password