Crash Bandicoot 4: It’s About Time – Recensione

PS4 XBOX ONE
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Quello di Crash Bandicoot è sicuramente un gradito, graditissimo ritorno. Dopo l’ottimo Crash Bandicoot: N. Sane Trilogy, ossia il bundle che include i remake dei primi storici tre capitoli, e l’altrettanto ottimo Crash Team Racing Nitro-Fueled, a sua volta remake di Crash Nitro Kart, ora i baldi programmatori di Toys for Bob, già autori di Spyro Reignited Trilogy, tentano il colpaccio con un nuovo, inedito capitolo.

Si perchè dopo tanti remake (che noi apprezziamo particolarmente, sicuramente più delle semplici remaster), questo Crash Bandicoot 4: It’s About Time è a tutti gli effetti un capitolo completamente nuovo, da decenni atteso dai fan e finalmente divenuto realtà su PlayStation 4 e Xbox One.

La nuova opera reggerà il peso di un’eredità tanto pesante?

Il fascino della vecchia scuola

I ragazzi di Toys for Bob hanno scelto una strada sicura, e probabilmente l’unica che permettesse di accontentare sia i nuovi giocatori che i vecchi fan. Crash Bandicoot 4: It’s About Time, infatti, è un titolo che riprende fondamentalmente la formula dei capitoli originali, ma inserendo tanti elementi nuovi e moderni.

Se quindi il gioco rimane di base un platform a scorrimento verticale, esattamente come già visto nei titoli precedenti, remake o originali che siano, è pur vero che ci sono moltre divagazioni 2D e 3D, e tantissimi tentativi di svecchiare la formula, rendendo il gioco più snello e, soprattutto, più moderno.

Questo si traduce in un titolo al passo nei tempi non solo nell’ottimo comparto audio e video (ma del resto questo lo avevamo già visto in Crash Bandicoot: N. Sane Trilogy), ma anche nella formula, con numerosi checkpoint pronti a farvi risparmiare tempo, con le maschere quantiche che renderanno il gameplay sempre vario e appagante, e soprattutto con tante sequenze spettacolari, prime fra tutte quelle in cui dovremo corre sui muri o scivolare a tutta velocità sulle tante slide seminate nel gioco.

Non fatevi però illusioni, Crash Bandicoot 4: It’s About Time è un gioco che non fa sconti a nessuno, nemmeno scegliendo la modalità di gioco moderna (con tanti checkpoint sparsi per il livello) rispetto a quella classica, ancora più punitiva. Il gioco infatti è rimasto, nel pieno spirito dei capitoli originali, un titolo piuttosto difficile in alcuni passaggi, specie qualora puntiate a raccogliere tutte le gemme e sbloccare tutte le skin di Crash e Coco.

Anche in questo, infatti, Crash Bandicoot 4 eredita il forte spirito collezionistico della trilogia originale: se infatti è difficile (ma non certo impossibile) arrivare ai titoli di coda, il discorso è completamente diverso qualora decidiate di puntare tutto al 100%, che poi è sempre stata la vera sfida ed il vero modo di giocare (per i puristi, s’intende) di giocare ai precedenti Crash Bandicoot.

Provare, provare, provare…

Il livello di difficoltà piuttosto elevato e i tanti checkpoint sparsi in ogni livello portano Crash Bandicoot 4: It’s About Time  ad essere un titolo fortemente trial & error, ossia un gioco in cui, nei punti più difficili, si prova, si muore, si impara dall’errore, si riprova, e così via fino a riuscire a superare il punto particolarmente difficile e quindi il livello.

È fondamentalmente lo stesso gameplay dei primi tre capitoli, quindi chi ci ha già giocato sa bene a cosa va intorno. Per tutti gli altri, senza dubbio è bene sapere fin da subito che non si tratta di un platform 3D più libero come gli ultimi capitoli Super Mario, ma un gioco decisamente più lineare in cui spesso si precede per tentativi.

Il gioco in ogni caso tenta di venire incontro a tutti i  giocatori anche con un livello di difficoltà adattivo: capiterà infatti, qualora si muoia spesso in un determinato punto del gioco, di veder apparire come per magia un checkpoint più vicino o una maschera extra a proteggerci. Il tutto, ovviamente, per evitare che la frustrazione colpisca i giocatori più inesperti.

Tutto questo però, è bene dirlo, non riesce a centrare il bersaglio nelle parti finali dell’avventura, dove il gioco subisce un’impennata davvero notevole (e in alcuni punti eccessiva), tanto che molti giocatori potrebbero scoraggiarsi e magari abbandonare il gioco.

Da segnalare infine la presenza di alcuni divertenti personaggi secondari da poter utilizzare nel gioco oltre Crash e Coco, come ad esempio Tawna Bandicoot, Dingodile o lo stesso Dr. Cortex, ognuno con le sue peculiari abilità e con livelli di gioco studiati ad hoc. Tutto questo dona al titolo un’ottima varietà, nonostante il gioco già di base non risulti mai banale o ripetitivo.

Crash Bandicoot 4: It’s About Time, dopo le circa 12-13 ore impiegate per arrivare ai titoli di coda (terminando solo qualche livello al 100% per sbloccare una particolare skin di nostro interesse) si è rivelato un titolo convincente, divertente, coloratissimo, complicato quanto basta per non essere mai noioso e soprattutto caratterizzato da un’altissima rigiocabilità.

Un acquisto praticamente obbligato per i fan di Crash in particolare, e dei platform colorati e divertenti (e impegnativi) in generale.

Il grande ritorno di un’icona dei videogiochi

Crash Bandicoot 4: It’s About Time segna il grande ritorno di una delle icone più famose del mondo dei videogiochi. I bravi programmatori di Toys for Bob hanno sfornato un capitolo che rispetta in pieno gli standard della serie, avvicinandolo però per meccaniche di gamplay più moderne e varie. Il risultato è un gioco colorato, divertente, estremamente vario e dall’altissima rigiocabilità, visto che per terminare al 100% tutti i livello e sbloccare tutte le skin di Crash e Coco ci vorrà davvero tanto tempo e, soprattutto, tanta pazienza. Si perchè questo quarto capitolo eredita dai precedenti anche un livello di sfida piuttosto elevato, che si manifesta soprattutto nei livelli finali, con delle impennate forse eccessive che rischiano di scoraggiare qualche giocatore. In ogni caso il risultato è stato portato a casa: Crash Bandicoot 4 non solo è un ottimo gioco, ma sicuramente anche il miglior capitolo della serie.

PRO

  • Colorato e divertente
  • Ottimo comparto tecnico e audio
  • Mantiene lo spirito originale della serie
  • Tante novità moderne di gameplay
  • Buona l'idea di nuovi personaggi con abilità extra
  • Servirà rigiocarlo più vole per completarlo al 100%

Contro

  • Livello di difficoltà a tratti frustrante sul finale
  • Forse qualche novità in più non avrebbe guastato...
8.8

Molto buono

Svezzato a NES, cresciuto a PlayStation e Xbox e sfamato a PC gaming. Ha accolto con entusiasmo il progetto videogiocare.it. Purtroppo spesso non è d’accordo con il pensiero generale riguardo i giochi, ma qualcuno deve pur cantare fuori dal coro. Il suo motto è: “Bisogna prestare poca fede a quelli che parlano molto”. Oh, non lo ha detto lui, ma Catone.

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