The Last of Us Part I - Recensione

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Se non riesco a finire tutti i giochi che inizio (salvo, ovviamente, quelli di cui devo scrivere una recensione), è ancora più difficile che riesca a portare a termine un titolo per ben 3 volte. Succede ovviamente in casi molto rari: il tempo è sempre tiranno, e vista la quantità e la qualità delle produzioni che escono fuori sul mercato, è davvero complicato riuscire a ritagliarsi il tempo per poter terminare un gioco una seconda volta, figuriamoci 3. Però se un gioco davvero lo merita, allora il tempo in qualche modo si riesce a trovarlo.

Personalmente mi è capitato con pochi titoli della saga di The Legend of Zelda (ho appena rifinito Breath of The Wild per la seconda volta…), con The Secret of Monkey Island, con Chrono Trigger, con Another World (però in quel caso è davvero facile, visto la durata brevissima del gioco), e mi ora mi è successo con The Last of Us, che ora posso dire di aver finito per ben 3 volte, nonostante stavolta fosse quasi superfluo (ma come fai a non finire un gioco del genere quando lo inizi?).

Del resto il gioco non è esattamente lo stesso delle prime due volte, visto che è stato presentato come un remake e non una semplice remaster. Ma sarà davvero così?

Ci arriveremo, ma quello che per ora possiamo dirvi è che ancora oggi, nel 2022, The Last of Us è un vero capolavoro.




Il peso dei ricordi

Il gioco ormai lo conosciamo più o meno tutti: The Last of Us è un action survival post apocalittico scandito da una storia drammatica, profonda, complicata. Mai come nel titolo firmato Naughty Dog, infatti, è il rapporto tra i due protagonisti, Joel e Ellie, ad essere il vero fulcro attorno a cui ruota tutto il gioco.

Il gioco ovviamente presenta tutte le caratteristiche del genere: si esplora, si raccolgono risorse, si aumentano skill, si migliorano armi e capacità del protagonista, e ovviamente si combatte, ma paradossalmente al centro del gioco non c’è tutto questo.

Al centro del gioco c’è il rapporto tra Joel ed Ellie.

Dopo infatti un prologo tra i più memorabili, drammatici ed intensi che si siano mai visti un videogioco, in grado di lasciare una cicatrice profondissima sia in Joel che in noi videogiocatori, ci troviamo catapultati in un futuro post-apocalittico in cui il protagonista è profondamente cambiato, letteralmente trasformato dagli eventi a cui abbiamo assistito.

Joel ora è un uomo cinico, indurito dalla vita, che usa poche parole, e spesso sono parole pesanti e taglienti. Un uomo che ha perso tutto, compreso se stesso, che vive di espedienti ai limiti della legalità e della moralità, e che trascina una vita ormai priva di speranze.

Un uomo che, in poche parole, non vive: sopravvive.

Ma tutto è destinato a cambiare con l’irruzione nella sua vita di Ellie, una ragazzina che, a quanto sembra, è immune all’epidemia che ha colpito l’umanità, e che ha trasformato la maggior parte degli esseri umani in una sorta di zombie (e non solo…) velocissimi a muoversi e quanto mai aggressivi. Ellie infatti è stata già morsa, ma a differenza di tutti gli altri non si è trasformata, e così la ragazzina si rivela essere una possibile portatrice della cura che potrebbe salvare l’intera umanità.

All’inizio Joel è piuttosto diffidente verso Ellie, sia per il compito non facile di scortare la ragazzina fino al covo delle Luci (il gruppo ribelle che combatte contro la pesante dittatura militare che opprime i pochi umani rimasti in vita), sia perché non è convinto che in lei ci sia davvero una possibile cura per il virus. Ma tutto questo è destinato a cambiare radicalmente nel corso del gioco.

Ellie, infatti, per Joel rappresenta una seconda occasione, ma anche e soprattutto un peso: il peso dei ricordi, un peso che cerca di evitare a tutti i costi, ma di cui (come vita insegna) non possiamo mai liberarci completamente.

Tra Remake e Remaster

E arriviamo ora al punto cruciale: ma The Last of Us Part I è un remake o una remaster? Vi dico subito la mia personalissima opinione: una via di mezzo. Nonostante infatti Naughty Dog abbia più volte reclamizzato il gioco come un remake (forse anche per giustificare il prezzo pieno), secondo me il loro nuovo adattamento del gioco non rientra pienamente nella categoria.

Il perchè è presto detto: se una remaster è un semplice riadattamento tecnico e non di gameplay, e un remake è una titolo completamente nuovo che cambia più o meno radicalmente anche il modo di giocare, allora The Last of Us Part I non rientra in nessuna di queste due categorie.

Intendiamoci: il lavoro compiuto da Naughty Dog, in ogni caso, è stato notevole: graficamente il gioco ha subito un restyling completo, proponendo in molti personaggi anche secondari volti completamente nuovi. Anche il banco di potenziamento ora si basa sul sistema visto in The Last of Us Parte II, decisamente più moderno e gradevole, creando un senso di continuità che rende i due titoli un opera sempre più unica e coerente. Anche l’intelligenza artificiale dei nemici ora è decisamente più curata, e le loro azioni saranno molto più in linea con il nostro modo di approcciare i combattimenti.




Insomma, siamo molto lontani da una semplice remaster, ma forse non abbastanza per considerarlo un vero e proprio remake, visto il gameplay non ha subito cambiamenti tali da poter considerare The Last of Us Part I un’esperienza completamente nuova.

Il ritorno di un capolavoro

The Last of Us era ed è un capolavoro: Naugthy Dog è riuscita a realizzare un’avventura adulta, drammatica, poetica e allo stesso tempo straziante. In una parola: indimenticabile. Quello che avrete tra le mani è uno dei migliori survival horror di ambientazione post-apocalittica, ma non sarà questo a restarvi impresso negli occhi e nel cuore. Quello che ricorderete per sempre è la storia di Joel ed Ellie, un rapporto profondo e complesso che è il vero protagonista del gioco, che muta lentamente fino ai titoli di coda, regalandoci una trama tra le più belle mai viste in un videogioco. Giocarlo o rigiocarlo su PS5 è un esperienza che nessun videogiocatore dovrebbe lasciarsi sfuggire, ma chi si aspetta un remake vero e proprio farebbe bene a tenere presente che qui in realtà siamo più a metà strada tra una remaster e un remake vero e proprio.

PRO

  • Trama tra le più belle mai viste in un videogioco
  • Eccellente doppiaggio e colonna sonora
  • Sistema di combattimento sempre appagante
  • Graficamente è tutto nuovo
  • Merita di essere rigiocato

Contro

  • E' un remake soltanto a metà
  • Prezzo troppo elevato
8.8

Molto buono

Cresciuto a pane e Commodore 64, riscopre la passione per i videogames proprio quando pensava fosse finito il tempo di giocare. Il suo motto preferito è: "Non prendere la vita troppo sul serio, tanto non ne uscirai vivo!"

2 Commenti

  1. Letta tutta di un fiato… che recensione, bravo!

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  2. Mamma mia, non vedo l’ora esca il 3… 🙂

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